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1° premio al concorso di Poesia organizzato da Movimento consumatori
Giuseppe VOLPE è nato nel 1986 ad Andria.Ha conseguito il diploma di maturità classica, ed è ora studente iscritto nella Facoltà di Lettere presso l’Università degli Studi di Bari.
Ha partecipato a molti concorsi letterari (nel 2001 ha partecipato e vinto il concorso di poesia organizzatto dal MOVIMENTO CONSUMATRORI di Andria), ottenendo ottimi risultati, ed è stato inserito in molte antologie poetiche.
Prima raccolta di versi
“LA NATURA DEI SIMBOLI”
Prima raccolta di versi per un giovane poeta andriese. “LA natura dei simboli” del ventenne Giuseppe Volpe è stata pubblicata dalla Biblioteca Minima di Novoli (Le).
Volpe, iscritto alla Facoltà di Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, è da tempo socio del “Club degli autori” di Melegnano (Milano), in cui il giovane poeta ha pubblicato sue liriche sul sito www.club.it e sulla rivista bimestrale rivolta agli scrittori emergenti, ricevendo riconoscimenti importanti in seguito alla partecipazione a concorsi di livello nazionale.
Nel 2002 ha vinto il concorso di poesia a livello cittadino, organizzato dal Movimento Consumatori della sua città. Nel 2003 si è classificato primo nella sezione giovani del Concorso nazionale di poesia “Albe e tramonti”, indetto dall’associazione culturale “Urania Lombardia” di Cislago(Varese), presentando poesie in silloge. L’anno seguente ha vinto la Rassegna nazionale di teatro scolastico “Maria Boccardi”.
Nel 2005 ha raggiunto la finale nel Premio Internazionale “Fonopoli, paroli in movimento” di Roma, ottenendo la pubblicazione nell’antologia dello stesso concorso.
Tra i suoi ultimi progetti, già in fase di realizzazione, è l’incisione di un cd di musica e poesia in collaborazione con la casa discografica “Suono Sfera” del maestro Roberto Crescini, e l’organizzazione di un concorso di poesia “Parole in libertà” rivolto a tutti gli studenti delle scuole primarie e secondarie della sua città.
RECENSIONE DEL LIBRO
(Michele Palumbo)
Gazzetta del Mezzogiorno 22-11-06
Le poesie di Volpe
Quando la natura si presenta con i suoi simboli
Nei versi si scontrano infinito e finito, reale e assoluto, fisico e metafisico, materia e spirito
Giuseppe Volpe, andriese, vent’anni, studente universitario di Lettere, ha pubblicato un bel libro di poesie: “La natura dei simboli”(Biblioteca Minima, Novoli-Lecce). Il libretto propone cinquanta poesie che sono legate da un filo rosso: la religione, la fede, il confronto con la metafisica. Volpe, infatti, con i suoi versi dichiara di confrontarsi, ponendo domande e dubbi con il metafisico, con ciò che è al di là dell’esperienza umana e sensibile.
Crede in ciò che contiene, la Verità, l’Assoluto, il Senso, la Spiegazione, l’Uno che spiega il Tutto. E, naturalmente, le poesie non possono far altro, e lo fanno in modo preciso e profondo, che raccogliere ed esprimere l’incontro-scontro fra il reale e l’assoluto, tra il finito e l’infinito, tra il fisico e il metafisico, tra la materia e lo spirito. È una poesia, dunque, che si confronta e scontra con il Divino e che alla finew dichiara quello che desiderano tutti gli uomini che credono nella metafisica: l’incontro con il divino.
Questo incontro- scontro- confronto con l’Assoluto è, come sempre drammatico: il finito cerca di cogliere l’infinito, e questa suprema battaglia inevitabilmente rende il finito ancora più solo, più limitato. Il finito coglie lo smarrimento, la solitudine. Soprattutto, coglie il male.
I versi di Volpe, dunque, sono versi che si fondano sulle parole, e queste parole si reggono sul finito, e questo finito trova l’architrave portante nel dolore.
Poesia del pessimismo, allora? Diciamo poesia della sofferenza, del drammatico intreccio tra finito e infinito, un intrecciarsi, comunque, che si porta dietro quale filo di speranza.
La speranza di chi, essendo essere finito con la consapevolezza dell’infinito, ha proprio da questa consapevolezza la forza di attendere e aspettare l’infinito. E così, mentre alcune poesie di Volpe con i versi portano la polvere (nera), mentre il fuoco distruttore avvampa, mentre il cammino si fa doloroso, mentre la cecità sembra avvolgere gli uomini, gli stessi versi indicano un nuovo orizzonte.
Un orizzonte, che bisogna volere, cercare, un orizzonte verso cui bisogna correre senza essere ingannato da miraggi e illusioni di ogni tipo.
Un orizzonte fatto di cose semplici, di infanzia. Non infanzia nostalgicamente perduta, ma infanzia gioiosamente ritrovata.
La poesia accanto citata ha vinto il 1° premio al concorso di Poesia organizzato da Movimento consumatori
INNOCENZA
Invisibile innocenza,
nel funesto lago traspare.
Tutt’intorno rossi papaveri
in campo di grano
consunti arborei aride
spoglie unte di miele.
Un fatal grido
in liete trame.
Di un tristo fanciullo
le caviglie possiedi,
le palme sue di ferro
fra brave tenaglie.
Info: 0883/591030
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